LA SAPONARIA: I PIONIERI DELLA COSMESI NATURALE ITALIANA

LA SAPONARIA: I PIONIERI DELLA COSMESI NATURALE ITALIANA

Una realtà tutta italiana. Luigi e Lucia si potrebbero definire dei pionieri nella cosmesi naturale in italia!

Come nasce La Saponaria e la passione per la cosmesi?

La Saponaria nasce da una grande passione: Luigi collezionava saponi fin da bambino e, dopo gli studi in chimica e l’incontro con Lucia, quella curiosità si è trasformata nei primi esperimenti fatti nella soffitta di casa, anche grazie ai consigli di nonna Gina.

Poi sono arrivati i mercatini, l’autoproduzione e soprattutto l’incontro con il Gruppo di Acquisto Solidale di Pesaro. È stato un passaggio fondamentale perché abbiamo incontrato persone che, come noi, credevano che anche attraverso le proprie scelte di consumo si potesse contribuire a cambiare le cose.

Nel 2006, proprio grazie al sostegno dei gasisti, abbiamo lanciato una sorta di crowdfunding ante litteram per raccogliere le risorse necessarie ad aprire il nostro laboratorio. Nel 2007 nasce ufficialmente La Saponaria: un piccolo laboratorio costruito con tante idee, tanto lavoro e anche attrezzature recuperate e adattate da noi. Da allora siamo cresciuti molto, ma quella voglia di sperimentare e di fare le cose nel modo più consapevole possibile è rimasta la stessa.

Avevate mai pensato di mollare? Cosa vi ha tenuto qui?

Più che pensare di mollare, ci sono stati sicuramente momenti in cui ci siamo chiesti se ce l’avremmo fatta. Soprattutto all’inizio, quando le risorse erano poche, la burocrazia tanta e non esisteva ancora un mercato della cosmetica naturale sviluppato come quello di oggi.

A tenerci qui sono state prima di tutto le persone. I primi gasisti che hanno creduto nel nostro progetto, i clienti che continuavano a scegliere i nostri prodotti, i piccoli produttori con cui collaboravamo e, con il tempo, tutte le persone che sono entrate a far parte del nostro team.

Quando senti che quello che stai costruendo non appartiene più soltanto a te, ma è diventato un progetto condiviso da tante persone, trovi sempre una ragione per continuare.

Cos’è per voi La Saponaria?

È molto più di un’azienda che produce cosmetici.

È il modo che abbiamo scelto per provare a trasformare in qualcosa di concreto i nostri valori. È ricerca, sperimentazione, persone, territorio, relazioni e responsabilità.

La Saponaria è cresciuta insieme a noi e oggi rappresenta un grande progetto collettivo. Ci piace pensare che ogni prodotto possa essere un piccolo strumento di cambiamento: qualcosa che si prende cura di chi lo utilizza e, allo stesso tempo, cerca di avere un impatto il più leggero possibile sul Pianeta e positivo sulle persone.

C'è un prodotto a cui siete particolarmente legati? Perché?

Sicuramente il sapone.

È da lì che è iniziato tutto, ancora prima che esistesse La Saponaria come azienda. I primi esperimenti erano proprio legati alla saponificazione e il nostro stesso nome racconta questa origine.

Il sapone rappresenta ancora oggi molto bene quello in cui crediamo: una formulazione essenziale, ingredienti scelti con attenzione, la tradizione dell’autoproduzione e pochissimo packaging. È un prodotto semplice, ma racchiude tantissimo della nostra storia.

Quanto è importante per voi il legame con il territorio?

È fondamentale, perché La Saponaria è nata proprio dal territorio.

Abbiamo mosso i primi passi all’interno del GAS di Pesaro e ancora oggi produciamo i nostri cosmetici nel nostro laboratorio. Nel tempo siamo cresciuti, siamo arrivati in tutta Italia e anche all’estero, ma mantenere solide le nostre radici per noi è molto importante.

Quando possiamo privilegiamo inoltre filiere locali, piccoli produttori e aziende agricole con cui costruire rapporti basati sulla fiducia e sulla continuità. Per noi il territorio non è soltanto il luogo fisico in cui lavoriamo: è una comunità della quale sentiamo di fare parte.

Cosa vorreste migliorare ancora sul fronte ecologico?

Tantissimo. La sostenibilità per noi non è un traguardo che a un certo punto si raggiunge e si può considerare concluso: è un processo continuo.

Uno dei grandi obiettivi resta ridurre sempre di più l'utilizzo di plastica vergine, lavorando su packaging riciclati, riciclabili, riutilizzabili e su soluzioni che permettano di ridurre gli imballaggi alla fonte. Negli anni abbiamo introdotto plastica riciclata post-consumo re-bottle, plastica recuperata dal mare, vetro, alluminio riciclato, carta e cosmetici solidi o concentrati, ma sappiamo che c'è ancora moltissimo da fare.

Abbiamo lavorato tantissimo sull'efficienza dei nostri processi produttivi, la scelta delle materie prime, la logistica e, soprattutto, la capacità di misurare l'impatto delle nostre scelte e vogliamo continuare a farlo sempre di più e sempre meglio. Essere sostenibili significa anche avere l'umiltà di sapere che si può sempre fare meglio.

Cosa vorreste che il vostro lavoro lasciasse alle nuove generazioni?

Ci piacerebbe lasciare soprattutto un modo diverso di guardare all'impresa.

Dimostrare che un'azienda può crescere, innovare ed essere economicamente sostenibile senza dimenticare il proprio impatto sull'ambiente, sulle persone e sulla comunità.

E ci piacerebbe contribuire a rendere normale quello che anni fa sembrava quasi rivoluzionario: chiedersi da dove arriva un ingrediente, come viene prodotto un oggetto, quali persone ci sono dietro e cosa succede dopo che lo abbiamo utilizzato.

Se le nuove generazioni avranno ancora più strumenti per fare scelte consapevoli delle nostre, allora avremo lasciato qualcosa di importante.

Cosa vuol dire SOSTENIBILITÀ per voi?

Per noi sostenibilità significa avere uno sguardo a 360 gradi.

Non basta mettere un ingrediente biologico dentro una formula o scegliere un flacone riciclato. Significa interrogarsi sull'intero ciclo di vita di ciò che facciamo: da dove arrivano le materie prime, come vengono coltivate, come vengono pagate le persone che le producono, quanta energia utilizziamo, quali materiali scegliamo per il packaging e quale impatto avrà quel prodotto una volta terminato.

E significa anche sostenibilità sociale: rispetto del lavoro, attenzione alle comunità, inclusione, filiere etiche e sostegno a progetti capaci di generare valore.

In sintesi, significa cercare ogni giorno di lasciare un'impronta il più possibile leggera sul Pianeta e, possibilmente, positiva sulle persone.

In che modo il rapporto con il vostro staff/team influenza il lavoro di La Saponaria?

In maniera enorme.

La Saponaria di oggi non potrebbe esistere senza le persone che ne fanno parte. Ogni reparto porta competenze e sensibilità diverse: dalla Ricerca & Sviluppo alla produzione, dalla logistica al commerciale, dal marketing all'amministrazione.

Molte delle scelte che facciamo nascono proprio dal confronto. Anche il percorso che ci ha portato a diventare Società Benefit ha coinvolto il team attraverso momenti di formazione e condivisione: abbiamo ragionato insieme su che tipo di azienda volessimo essere e su quali obiettivi di beneficio comune volessimo perseguire.

Questo per noi è molto significativo: La Saponaria non è più soltanto il progetto dei suoi fondatori, ma il risultato dell'apporto di tante persone.

Quanto è importante l’apporto mentale e ideologico del vostro staff?

È importantissimo. Preferiamo forse parlare di visione, sensibilità e valori condivisi.

Non cerchiamo persone che pensino tutte allo stesso modo. Al contrario, crediamo che il confronto tra punti di vista diversi renda l'azienda migliore. Ma è fondamentale condividere una base comune: rispetto per le persone, attenzione all'ambiente, desiderio di migliorare e convinzione che il proprio lavoro possa produrre qualcosa di positivo.

Le idee del team ci aiutano continuamente a vedere cose che magari non avremmo visto, a mettere in discussione alcune abitudini e a trovare nuove soluzioni. È anche così che un'azienda rimane viva.

Società Benefit: perché? Quanto è importante?

Diventare Società Benefit nel 2023 è stato un passaggio molto naturale.

La sostenibilità faceva già parte del nostro modo di lavorare, ma volevamo fare un passo in più: mettere nero su bianco che l'obiettivo de La Saponaria non è soltanto generare profitto, ma anche produrre un beneficio per l'ambiente, per le persone, per le comunità e per il territorio.

Per farlo abbiamo modificato il nostro statuto e abbiamo assunto degli impegni concreti e misurabili, sui quali rendicontiamo attraverso il nostro Bilancio di Sostenibilità.

Per noi è importante proprio per questo: trasforma una dichiarazione di intenti in una responsabilità. Significa dire che questi valori non devono dipendere dalla sensibilità del momento, ma devono entrare ufficialmente nelle decisioni dell'azienda.

I vostri progetti nel sociale. Quanto sono importanti? Cosa portano in termini di valori a voi de La Saponaria? Progetti nuovi in vista?

I progetti sociali sono uno dei modi attraverso cui cerchiamo di trasformare i nostri valori in azioni concrete.

Negli anni abbiamo sostenuto realtà molto diverse: Save the Dogs per la tutela degli animali, Emergency, il progetto Made in Carcere, che crea opportunità di formazione e lavoro per donne detenute come anche la Cooperativa Sociale Oikos, Percorso Donna nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, Fondazione ANT e altri progetti sociali e ambientali. Nel 2025 abbiamo inoltre partecipato al crowdfunding dell'associazione Lupus in Fabula per la realizzazione di un nuovo bosco a Fano.

Per noi queste collaborazioni non sono qualcosa di separato dal lavoro quotidiano. Ci ricordano che un'impresa fa parte di una società e può scegliere che tipo di ruolo avere al suo interno.

Ci piace soprattutto quando un progetto riesce a creare relazioni, opportunità e nuove possibilità per le persone, oltre alla semplice donazione economica.

Per quanto riguarda i prossimi progetti, preferiamo raccontarli quando sono realmente definiti. Quello che possiamo dire è che continueremo a cercare realtà con cui condividere valori e costruire collaborazioni capaci di generare un impatto concreto, sia sul territorio sia al di fuori di esso.

La vostra frase preferita

“Insieme per fare la differenza, una doccia alla volta.”

È il purpose che abbiamo scelto insieme al nostro team e racconta bene quello in cui crediamo: nessuno può cambiare il mondo da solo, ma tanti piccoli gesti quotidiani, moltiplicati per tantissime persone, possono davvero generare un grande cambiamento.